Sunday, October 11, 2009

Un film in 10 righe.
Undici ottobre 1977.
L'undici ottobre 1977, ad Honfleur (Normandia), cominciavano le riprese de La Chambre verte: diciassettesimo lungometraggio di Francois Truffaut, esso è il film in cui il regista francese affronta (anche piuttosto pesantemente) il tema della morte, essendo giunto - spiega - «a quel punto della vita in cui si conoscono più morti che vivi». Il film ruota intorno alla celebrazione che il protagonista farà di "tutte le persone che hanno contato nella sua vita", fino alla realizzazione - appunto - di questo luogo (La camera verde), che dà il nome al film: una cappella, con una selva di candele accese: una foresta di fiamme che illumina le foto appese alle pareti, di uomini e donne. E' un film non allegro, ma nemmeno angosciante o claustrofobico.
Come tutti i flop al botteghino di Truffaut, un film intimo, tenero.
E più che altro un film sulla memoria, sul ricordo. Ideale per una serata autunnale sotto le coperte. (acquista)

Sunday, September 06, 2009

Un libro in 5 righe:


"Nous étions jeunes et insouciants", di Laurent Fignon, con la collaborazione di Jean-Emmanuel Ducoin (Grasset, 420 pagine, 21 euro)

Se amate il ciclismo, ma pure se semplicemente apprezzate l'intelligenza schietta, questo libro vi piacerà. Fignon racconta tutto di sè, e in particolare proprio quello che un appassionato avrebbe maggiormente voluto sapere: di lui e del velò anni 80/90. E non solo: c'è spazio per una riflessione che va oltre la cronaca, oltre la storia del campione che è stato. Recentemente il libro ha avuto una certa eco, avendo Fignon rivelato di essere malato. Al momento è edito solo in francese.

Friday, August 07, 2009


Devo dare un senso a questo spazio, e capire, soprattutto, quale tempo dedicargli.

Ma ci voglio pensare durante le ferie agostane. Sicuramente, se lo terrò in essere, dovrò dargli una funzione più attiva. Altrimenti il rischio è di scriverci senza avere niente da dire.

E si tratta di una condizione che cerco di evitare, normalmente, non solo sul web....

Friday, January 09, 2009

50 sono un traguardo importante, ma di traguardi tu ne hai raggiunti già tanti, tantissimi. E' una cifra tonda, seria: ma tu ci arrivi che serio sei sempre stato, e irriverente - tuttavia - come ogni uomo che ha un sogno, e che lascia un segno.
Con uno stile tutto suo.
Che ho sempre sentito la tua presenza, anche nella distanza; che ho sempre sentito una carezza, anche nei pugni che rifili.
Sappi che mi troverai sempre vicino; ma conoscendo il mio potere ansiogeno sappi anche che non vuole essere una minaccia.
In tutti questi anni - se ci penso - fatico a trovare un filo conduttore, che sia più conduttore di te.
Ciao Mauro. Ti voglio bene.
g.
ps. siccome occorre sempre "alleggerire", alleggeriamo (restando in tema).

Wednesday, December 03, 2008

"In a foreign land There were creatures at play Running hand in hand Leading nowhere to stay Driven to the mountains high They were sunkenin the cities deep Livin' in my sleep. I feel like goin' back Back where there's nowhere to stay When fire fills the sky I'll still remember that day These rocks I'm climbin' down Have already left the ground Careening through space. I used to build these buildings I used to walk next to you Their shadows tore us apart And now we do what we do Driven to the mountains high Sunken in the cities deep Livin' in our sleep. I feel like goin' back Back where there's nowhere to stay."

Thursday, September 18, 2008

C'era una volta il Cinema



La notizia che Robert De Niro e Al Pacino reciteranno insieme in "Sfida senza regole" (ennesimo titolo privo di fantasia della cinematografia contemporanea, che al massimo banalizza quel che intitola: perchè potreste ritrovarci Cary Grant come Wesley Snipes, con tutto il bene che voglio a Wesley Snipes), e questo per la prima volta (salvo due scene di "The heat - La sfida"), colpisce un pò tutti. Un pò tutti si chiedono se sia finita la parentesi "alimentare" di De Niro (chi si è perso "Nascosto nel buio" - film horror in cui a far paura era solo lo sguardo inquietante della baby Dakota Fanning - è un fortunato e non lo sa), un pò tutti si chiedono se Pacino sia sempre contento visto che - grazie al bisturi, credo - ride sempre. Comunque, pur imbolsiti, De Niro e Pacino sono sempre De Niro e Pacino. E se pensi a uno non puoi non pensare all'altro. Come si fa a non ricordarli, uniti eppure separati nel "Padrino II"? Eh, altri titoli, altri film...

Tuesday, September 09, 2008

9.9.1998



Me lo ricordo bene, mi ricordo tutto.
Il segreto sul ricovero, le voci che pure trapelavano, la speranza che lasciava man mano il posto al dubbio e, poi, alla rassegnazione.
Era dieci anni fa esatti, e più o meno all'ora in cui scrivo.
Con Lucio Battisti ogni italiano perdeva molto più di un cantante.
Fu un lutto quasi parentale, un distacco da un'epoca oltre che da colui che l'ha (così bene) incarnata.
Per me era l'uomo che incontravo da bambino, con i pantaloni larghi, i baffetti, magari la panzetta. Era testimone di un tempo: meno "figo", più sentimentale. Era una domenica pomeriggio, era una domenica pomeriggio degli anni settanta. Era un prato, era il profumo di quel prato. Era un flirt, un piccolo sogno. Era banalità, ma era presenza. Era calore, era famiglia.
Era tutte queste cose che, quando si è saputo, tutta l'Italia ha provato un dolore davvero grandissimo. Mica è retorica. Fu il Tg più visto di sempre, quella sera. Ma non era un Tg, quella sera: era un saluto.
Era il tempo, che se ne andava. Restava la memoria: in parole e musica. E senzazioni private.
Una questione tra te e lui.
Che finiva lì. E che non finirà mai.